Profilo biografico

Leonardo Pappone nasce il 14 marzo 1958 a Montefalcone di Val Fortore (BN). Vive a Campobasso.

 

 

Fin da giovanissimo si interessa all’arte e alla pittura, partecipando a mostre e concorsi nei quali riscuote fin da subito significativi consensi, sia di pubblico che di critica. L’arte tuttavia si manifesta come interesse primario extra-professionale, consentendogli di intrecciare rapporti con colleghi artisti, con i quali avvia numerosi progetti multidisciplinari, che sfociano in eventi culturali e rassegne d’arte dove accresce la propria notorietà all’interno dell’establishment accademico. Nel 1998 consegue l’abilitazione alla professione di Avvocato; diviene poi Pubblicista, curando la redazione di articoli e saggi per giornali, periodici e per la stampa specializzata. Fin dagli esordi artistici Pappone colloca al centro dei suoi lavori l’uomo con la sua affascinante dimensione segnica; nella ricerca di un proprio linguaggio sarà dunque stimolato dall’urgenza di ripercorrerne le tappe evolutive, dall’arte rupestre al fenomeno dei graffiti statunitensi, ma anche dai murales messicani e dagli intonaci orientali, dando vita a quella raffigurazione allegorica correlata alla matrice di protesta e dissenso dei movimenti di opposizione. Attratto, dunque, dalla Street Art e dalle tematiche dei writers metropolitani, Pappone  elabora in arte un suo personale codice espressivo, che lo rende riconoscibile a tutti, sostenuto e incoraggiato dal “sistema mercato” e dalla critica. Ha all’attivo numerose mostre, sia personali che collettive, con un palmarès di ambìti premi e riconoscimenti ed affermazioni pubbliche. Si sono occupati della sua produzione numerose personalità del mondo dell’arte, tra cui Lorenzo Canova, Massimo Rossi Ruben, Silvia Valente, Antonietta Campilongo, Peppe Leone, Antonio Petrilli, Mario Lanzione, Nicola  Maria Di Iorio, Maurizio Vitiello, Augusto Ozzella, Carmen D’Antonino . Le sue opere sono presenti in molti legati artistici e collezioni private, sia in Italia che all’estero.

Firma le sue opere con lo pseudonimo di “LeoPapp”.